<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Catalogo delle stelle on Le stelle più affascinanti del cielo</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/</link><description>Recent content in Catalogo delle stelle on Le stelle più affascinanti del cielo</description><generator>Hugo</generator><language>it-it</language><lastBuildDate>Tue, 13 Oct 2026 00:00:00 +0000</lastBuildDate><atom:link href="https://diodatiastro.github.io/stelle/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>2MASS 1626+3925</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/2mass-16263925/</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/2mass-16263925/</guid><description>&lt;figure class="scientific-figure"&gt;
 &lt;img 
 src="immagini/2mass1626-campo-legacy-dr10.jpg" 
 alt="Un campo di cielo largo 5 primi d&amp;#39;arco, ricco di galassie lontane, con al centro 2MASS 1626&amp;#43;3925, indicata da una freccia."
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 &gt;
&lt;figcaption&gt;
 
 &lt;strong&gt;Figura 1&lt;/strong&gt; — 
 
 Il campo di cielo intorno a 2MASS 1626+3925, indicata dalla freccia: il puntino più rosso dell&amp;rsquo;immagine. Il campo è largo $5^′$; il nord è in alto, l&amp;rsquo;est a sinistra. Immagine: DESI Legacy Imaging Surveys (DR10), ritaglio ottenuto con il servizio hips2fits del CDS di Strasburgo.
&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;div class="info-box info-box--definizione" id="box-largomento-in-breve-2"&gt;
 &lt;div class="info-box__label"&gt;L&amp;#39;argomento in breve&lt;/div&gt;
 &lt;div class="info-box__body"&gt;
&lt;p&gt;2MASS 1626+3925 è un oggetto minuscolo e freddissimo, a circa $100$ anni luce dal Sole, che appartiene all&amp;rsquo;alone della Via Lattea, la popolazione stellare più antica della nostra galassia. Quando nel 2009 se ne misurò per la prima volta la distanza, fu annunciato come «la nana bruna più vecchia della Galassia». Gli studi successivi hanno mostrato che la sua natura è più sfuggente: la sua massa è così vicina alla soglia che separa le stelle dalle nane brune che gli astronomi lo collocano da una parte o dall&amp;rsquo;altra del confine a seconda dei modelli e dei dati adottati. Proprio per questo è diventato uno degli oggetti più utili per capire dove passa il confine tra una stella vera e propria e una stella mancata. È un confine che si è spostato nel corso della storia della Galassia, man mano che il gas da cui nascevano le stelle si arricchiva di metalli&lt;sup id="fnref:1"&gt;&lt;a href="#fn:1" class="footnote-ref" role="doc-noteref"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;. Ma si è spostato anche nella storia della ricerca: nuove misure e modelli teorici più raffinati hanno cambiato più volte la posizione di 2MASS 1626+3925 rispetto a quel limite.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Sole</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/sole/</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/sole/</guid><description>&lt;figure class="scientific-figure"&gt;
 
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&lt;figcaption&gt;
 
 &lt;strong&gt;Figura 1&lt;/strong&gt; —
 
 Loop coronali ripresi dal &lt;em&gt;Solar Dynamics Observatory&lt;/em&gt; (SDO) della NASA tra il 13 e il 14 maggio 2014: anelli di plasma stretti e luminosi e altri più ampi e sfumati oscillano sopra una regione attiva del Sole, mentre una nube di plasma più scura viene trascinata dai campi magnetici in tensione tra loro. Credit: NASA/Solar Dynamics Observatory
&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;

&lt;div class="info-box info-box--definizione" id="box-il-sole-in-breve-2"&gt;
 &lt;div class="info-box__label"&gt;Il Sole in breve&lt;/div&gt;
 &lt;div class="info-box__body"&gt;
&lt;p&gt;Il Sole è un grande meccanismo naturale che, a somiglianza degli esseri viventi, è in grado di trasformare massa in energia. Lo fa da miliardi di anni con sorprendente regolarità e continuerà a farlo per altri miliardi di anni. Ma aumenterà anche gradualmente di dimensioni e di luminosità fino a rendere la Terra arida e inabitabile. Ci rimane in realtà &amp;ldquo;solo&amp;rdquo; un miliardo di anni per fare i bagagli e trovare un altro pianeta da colonizzare.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Altair</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/altair/</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/altair/</guid><description>&lt;figure class="scientific-figure"&gt;
 &lt;img 
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 alt="Rappresentazione artistica di Altair, basata sulle osservazioni della griglia di telescopi CHARA."
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 &gt;
&lt;figcaption&gt;
 
 &lt;strong&gt;Figura 1&lt;/strong&gt; — 
 
 Rappresentazione artistica di Altair, basata sulle osservazioni della griglia di telescopi CHARA. Crediti: Zina Deretsky, National Science Foundation
&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;div class="info-box info-box--definizione" id="box-largomento-in-breve-2"&gt;
 &lt;div class="info-box__label"&gt;L&amp;#39;argomento in breve&lt;/div&gt;
 &lt;div class="info-box__body"&gt;
&lt;p&gt;Altair è la prima stella di sequenza principale di cui è stato possibile osservare la superficie grazie all&amp;rsquo;interferometria. E quel che si è visto è che è fortemente appiattita ai poli. La causa? Una rotazione forsennatamente veloce.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Vega</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/vega/</link><pubDate>Wed, 12 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/vega/</guid><description>&lt;figure class="scientific-figure"&gt;
 &lt;img 
 src="immagini/01-vega-rappresentazione-artistica.jpg" 
 alt="Una rappresentazione artistica di Vega, con un ipotetico pianeta in transito davanti al suo disco."
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 &gt;
&lt;figcaption&gt;
 
 &lt;strong&gt;Figura 1&lt;/strong&gt; — 
 
 Una rappresentazione artistica di Vega, con un ipotetico pianeta in transito davanti al suo disco. In realtà Vega è molto più schiacciata di così (il diametro polare è solo l’88% del diametro equatoriale). Crediti: BelleDeesse
&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;div class="info-box info-box--definizione" id="box-largomento-in-breve-2"&gt;
 &lt;div class="info-box__label"&gt;L&amp;#39;argomento in breve&lt;/div&gt;
 &lt;div class="info-box__body"&gt;
&lt;p&gt;Vega, la quinta stella più brillante del cielo, usata in passato come riferimento standard per la &lt;a href="https://diodatiastro.github.io/dizionario/magnitudine-apparente/"&gt;magnitudine&lt;/a&gt; zero, ha una forma oblata, dovuta all’alta velocità di rotazione. Questo e altri dati sono stati ricavati da studi basati sull’interferometria, una tecnica che consente di raggiungere un’elevatissima risoluzione angolare, combinando insieme le immagini acquisite da più telescopi.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Mira Ceti</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/mira-ceti/</link><pubDate>Mon, 10 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/mira-ceti/</guid><description>&lt;link rel="stylesheet" href="https://diodatiastro.github.io/katex/katex.min.css" /&gt;&lt;script defer src="https://diodatiastro.github.io/katex/katex.min.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script defer src="https://diodatiastro.github.io/katex/auto-render.min.js" onload="renderMathInElement(document.body, {&amp;#34;delimiters&amp;#34;:[{&amp;#34;left&amp;#34;:&amp;#34;$$&amp;#34;,&amp;#34;right&amp;#34;:&amp;#34;$$&amp;#34;,&amp;#34;display&amp;#34;:true},{&amp;#34;left&amp;#34;:&amp;#34;$&amp;#34;,&amp;#34;right&amp;#34;:&amp;#34;$&amp;#34;,&amp;#34;display&amp;#34;:false}]});"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;div class="info-box info-box--definizione" id="box-largomento-in-breve"&gt;
 &lt;div class="info-box__label"&gt;L&amp;#39;argomento in breve&lt;/div&gt;
 &lt;div class="info-box__body"&gt;
&lt;p&gt;La stella si chiama &lt;strong&gt;Mira&lt;/strong&gt;, dalla parola latina che significa ‘meravigliosa’, ed è da secoli uno degli oggetti preferiti dagli astronomi. Nota anche come &lt;em&gt;Omicron Ceti&lt;/em&gt;, si tratta di una stella evoluta, una gigante che sta disperdendo parte della sua massa nello spazio.
Il telescopio spaziale GALEX scoprì alla fine del 2006 una sorprendente coda simile a quella di una cometa dietro una stella che sfreccia nel cielo a velocità supersonica.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Deneb</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/deneb/</link><pubDate>Fri, 07 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/deneb/</guid><description>&lt;div class="info-box info-box--definizione" id="box-deneb-in-breve-2"&gt;
 &lt;div class="info-box__label"&gt;Deneb in breve&lt;/div&gt;
 &lt;div class="info-box__body"&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Alfa Cygni&lt;/em&gt;, meglio conosciuta come Deneb, è una stella di prima magnitudine, la diciannovesima in ordine di luminosità tra quelle visibili a occhio nudo. Nonostante molteplici studi susseguitisi nel corso dei decenni, sappiamo ancora relativamente poco su questa supergigante luminosissima e lontana. Le osservazioni più recenti, tuttavia, stanno rivelando una stella sorprendentemente dinamica, le cui variazioni di luminosità, velocità radiale e polarizzazione mostrano una complessità che non è ancora completamente spiegata.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Alnilam</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/alnilam/</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/alnilam/</guid><description>&lt;p&gt;Durante i mesi invernali la costellazione di Orione, vista dall’emisfero settentrionale del pianeta, offre uno spettacolo magnifico, in grado di affascinare anche quelli che alzano gli occhi verso il cielo stellato solo distrattamente, magari una volta ogni tanto. Uno degli elementi più iconici della costellazione è la &lt;strong&gt;Cintura&lt;/strong&gt;, nota fin dall’antichità, formata da tre stelle molto luminose, ben riconoscibili in fila l’una accanto all’altra. La loro descrizione ci è stata tramandata dalle più diverse e lontane tradizioni culturali.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Betelgeuse</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/betelgeuse/</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/betelgeuse/</guid><description>&lt;figure class="scientific-figure"&gt;
 &lt;img 
 src="immagini/vista-simulata.jpg" 
 alt="Una vista simulata di Betelgeuse"
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 &gt;
&lt;figcaption&gt;
 
 &lt;strong&gt;Figura 1&lt;/strong&gt; — 
 
 Una vista simulata di Betelgeuse. Crediti: Michele Diodati
&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Quello che segue è un lungo percorso attraverso ciò che sappiamo e ciò che ignoriamo di Betelgeuse e su tutte le incertezze che accompagnano il nostro sapere. Ogni tappa è autonoma, ma tutte insieme disegnano un ritratto accurato e fedele di questa stella straordinaria.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id="il-calo-di-luminosità-più-cospicuo-da-un-secolo-a-questa-parte"&gt;Il calo di luminosità più cospicuo da un secolo a questa parte&lt;a class="anchor" href="#il-calo-di-luminosit%c3%a0-pi%c3%b9-cospicuo-da-un-secolo-a-questa-parte"&gt;#&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;div class="info-box info-box--definizione" id="box-largomento-in-breve-9"&gt;
 &lt;div class="info-box__label"&gt;L&amp;#39;argomento in breve&lt;/div&gt;
 &lt;div class="info-box__body"&gt;
&lt;p&gt;Tra la fine del 2019 e l&amp;rsquo;inizio del 2020, la supergigante rossa in Orione ha guadagnato circa una magnitudine, raggiungendo la stessa luminosità di Bellatrix. Nonostante questo notevole calo di luminosità, non c’è alcun indizio di un’imminente esplosione di supernova.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Rigel</title><link>https://diodatiastro.github.io/stelle/rigel/</link><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://diodatiastro.github.io/stelle/rigel/</guid><description>&lt;link rel="stylesheet" href="https://diodatiastro.github.io/katex/katex.min.css" /&gt;&lt;script defer src="https://diodatiastro.github.io/katex/katex.min.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;script defer src="https://diodatiastro.github.io/katex/auto-render.min.js" onload="renderMathInElement(document.body, {&amp;#34;delimiters&amp;#34;:[{&amp;#34;left&amp;#34;:&amp;#34;$$&amp;#34;,&amp;#34;right&amp;#34;:&amp;#34;$$&amp;#34;,&amp;#34;display&amp;#34;:true},{&amp;#34;left&amp;#34;:&amp;#34;$&amp;#34;,&amp;#34;right&amp;#34;:&amp;#34;$&amp;#34;,&amp;#34;display&amp;#34;:false}]});"&gt;&lt;/script&gt;
&lt;p&gt;Rigel, nota anche come &lt;em&gt;Beta Orionis&lt;/em&gt; (e con svariati altri nomi che non elenchiamo per brevità), è la &lt;strong&gt;settima&lt;/strong&gt; stella più luminosa del cielo notturno, dopo Sirio, Canopo, Alfa Centauri, Arturo, Vega e Capella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma, a differenza di queste sei stelle, tutte relativamente vicine, Rigel è molto più lontana. Con un&amp;rsquo;energia radiante ben più di centomila volte maggiore di quella del Sole, Rigel è &lt;em&gt;la stella intrinsecamente più luminosa entro mille anni luce dalla Terra&lt;/em&gt;. Dall&amp;rsquo;emisfero boreale la si vede al meglio nelle notti d&amp;rsquo;inverno, tra dicembre e gennaio, dove occupa la posizione del &amp;ldquo;piede&amp;rdquo; del cacciatore Orione, in opposizione a &lt;a href="https://diodatiastro.github.io/stelle/betelgeuse/"&gt;Betelgeuse&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;Alfa Orionis&lt;/em&gt;), che rappresenta invece la spalla del cacciatore ed è la stella più nota della costellazione.&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>