Modulo di distanza

Definizione#

La magnitudine assoluta $M$ è legata alla magnitudine apparente $m$ e alla distanza $d$ (espressa in parsec) dal modulo di distanza, indicato con la lettera greca $\mu$:

$$ \mu = m - M = 5 \cdot \log_{10}\left(\frac{d}{10\,\text{pc}}\right) $$
Definizione

Per chiarire il senso della formula, il modulo di distanza rappresenta la differenza tra ciò che si osserva, la magnitudine apparente, e ciò che si osserverebbe a $10$ parsec dall’osservatore: quanto più un oggetto è lontano (cioè quanto più $d$ è grande), tanto maggiore è questa differenza.

Dalla formula precedente si ottiene la formula diretta per calcolare la magnitudine assoluta $M$:

$$ M = m - 5 \cdot \log_{10}(d) + 5 $$

Applichiamo la formula al Sole e a Sirio#

Se applichiamo tale formula al Sole, la cui magnitudine apparente è $-26{,}74$ e la distanza dalla Terra è di una unità astronomica, dopo aver convertito tale distanza in parsec ($1\;\text{au} \approx 4{,}85 \times 10^{-6}\;\text{pc}$), otteniamo una magnitudine visuale assoluta di $+4{,}83$. Vuol dire che il Sole, se lo osservassimo da $10$ parsec di distanza, sarebbe a malapena visibile a occhio nudo.

Nel caso di Sirio, che dista circa $2{,}64$ parsec, l’applicazione della formula comporta il passaggio da una magnitudine apparente di $-1{,}46$ a una magnitudine assoluta di $+1{,}43$. Le $3{,}4$ magnitudini di differenza tra Sirio e il Sole indicano che, se potessimo osservare entrambe le stelle da $10$ parsec di distanza, Sirio ci apparirebbe circa $23$ volte più luminosa del Sole.

L’importanza della distanza#

Per capire l’importanza della distanza in questi confronti, consideriamo il caso della supergigante rossa Betelgeuse, la cui magnitudine apparente è intorno $+0{,}5$. Se teniamo conto della sua distanza, che le stime più conservative indicano in circa $186$ parsec ($607$ anni luce), otteniamo una magnitudine assoluta di $-5{,}85$. Se si trovasse alla distanza standard di $10$ parsec, Betelgeuse brillerebbe come uno degli oggetti più luminosi del cielo notturno dopo la Luna e Venere, superando quest’ultima in splendore, e potrebbe forse addirittura proiettare ombre visibili in condizioni di cielo molto buio.

Il problema dell’estinzione interstellare#

Va precisato che il modulo di distanza non tiene conto dell’estinzione interstellare, cioè l’assorbimento e la dispersione della luce da parte di polvere e gas nello spazio. In presenza di estinzione, la magnitudine apparente osservata è più debole di quella reale. La formula corretta diventa pertanto:

$$ \mu = m - M = 5 \cdot \log_{10}(d) - 5 + A $$

dove $A$ è l’estinzione (in magnitudini). Per oggetti lontani, specialmente all’interno del piano della Via Lattea, questa correzione è essenziale per ottenere distanze accurate.

Ricavare la distanza dal modulo di distanza#

Il modulo di distanza ha un’importanza centrale in astronomia. Se si conosce la magnitudine apparente di un oggetto e si riesce a stimare in modo affidabile la sua magnitudine assoluta, possiamo ricavare a quel punto la distanza usando la formula inversa:

$$ d = 10^{(\mu + 5)/5} $$

Proviamo ad applicare la formula inversa a una stella ben nota, la supergigante blu Rigel. In letteratura i valori più citati per magnitudine apparente e magnitudine assoluta visuali sono $m = +0{,}12$ e $M = -7{,}0$. Il modulo di distanza è pertanto:

$$ \mu = +0{,}12 - (-7{,}0) = 7{,}12 $$

da cui:

$$ d = 10^{(7{,}12 + 5)/5} = 10^{\frac{12{,}12}{5}} = 10^{2{,}424} \approx 265 \, \text{pc} $$

Ricaviamo una distanza di circa $265$ parsec, corrispondente più o meno a $865$ anni luce, in linea con la distanza ricavata dal satellite Hipparcos misurando l’angolo di parallasse della stella.

Alcuni esempi di moduli di distanza#

$\mu = m - M$CondizioneInterpretazione
$\mu < 0$$m < M$L’oggetto è più vicino di $10\;\text{pc}$
$\mu = 0$$m = M$L’oggetto è esattamente a $10\;\text{pc}$
$\mu > 0$$m > M$L’oggetto è più lontano di $10\;\text{pc}$
$\mu = 5$$m - M = 5$L’oggetto è a $100\;\text{pc}$ ($10$ volte più lontano del riferimento)
$\mu = 10$$m - M = 10$L’oggetto è a $1\;\text{kpc}$ ($100$ volte più lontano)

Commenti

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