La distanza fisica tra due punti consecutivi di un’onda che si trovano nella stessa fase di oscillazione, come ad esempio due creste (i punti più alti) o due minimi (i punti più bassi) successivi. In termini più semplici, rappresenta l’effettiva estensione spaziale di un singolo ciclo completo dell’onda. Viene tradizionalmente indicata in fisica e in astronomia con la lettera greca lambda ($\lambda$).
Unità di misura#
Nel Sistema Internazionale (SI), $\lambda$ viene misurata in metri ($m$) o nei suoi sottomultipli, a seconda del tipo di radiazione: si va dai chilometri per le onde radio a frequenza molto bassa, fino ai nanometri ($1\,\mathrm{nm} = 10^{-9}\,\mathrm{m}$) per la luce visibile, o ai picometri per i potentissimi raggi gamma.
Rapporto con la frequenza e colore della luce#
La lunghezza d’onda è inversamente proporzionale alla frequenza dell’onda stessa ($\nu$, indicata talvolta anche con $f$) ed è strettamente legata alla velocità di propagazione del segnale ($v$), secondo la relazione generale $v = \lambda \nu$, valida per qualunque tipo di onda. Nel vuoto dello spazio, dove tutte le radiazioni elettromagnetiche viaggiano alla velocità della luce ($c$), questa relazione diventa:
$$ \lambda = \frac{c}{\nu} $$Questa relazione determina, tra le altre cose, il colore della luce che i nostri occhi percepiscono. La luce rossa, per esempio, ha la lunghezza d’onda maggiore tra quelle visibili (circa $700\,\mathrm{nm}$), mentre la luce violetta ha la lunghezza d’onda minore (circa $400\,\mathrm{nm}$).