Afelio e Perielio

Entrambi i termini derivano dal greco. Afelio (ἀφήλιον) unisce apo- (“lontano da”) e hḕlios (“Sole”); perielio (περιήλιον) unisce peri- (“vicino, intorno a”) e hḕlios. Keplero introdusse questi termini nell’opera Mysterium Cosmographicum del 1596, sul modello dei termini analoghi già in uso per l’orbita lunare (apogeo e perigeo).

I corpi celesti legati gravitazionalmente al Sole, come pianeti, pianeti nani, asteroidi e la maggior parte delle comete, percorrono orbite ellittiche, con il Sole situato in uno dei due fuochi dell’ellisse.

Definizione

L’afelio è il punto di massima distanza dal Sole nel corso di un’orbita ellittica ed è anche il punto in cui un corpo celeste tocca la sua velocità orbitale minima, in accordo con la seconda legge di Keplero1. Viceversa, il perielio è il punto di massima vicinanza al Sole nel corso di un’orbita ellittica ed è anche il punto in cui un corpo celeste tocca la sua velocità orbitale massima, sempre per la seconda legge di Keplero.

Insieme, questi due punti estremi - afelio e perielio - vengono chiamati apsidi e la linea immaginaria che li congiunge è detta linea degli apsidi.

Descrizione dell'immagine
Figura 1 — Una rappresentazione grafica della posizione di afelio e perielio con il Sole in uno dei due fuochi dell’ellisse.

Per un’orbita ellittica di semiasse maggiore a ed eccentricità e, le distanze ai due punti si scrivono:

$$ \begin{aligned} r_{\text{afelio}} &= a\left(1+e\right) \\r_{\text{perielio}} &= a\left(1-e\right) \end{aligned} $$

Per e = 0 (orbita circolare) i due punti coincidono e la distanza è costante e pari ad a. Detto più semplicemente, se un corpo percorresse un’orbita perfettamente circolare intorno al Sole, non ci sarebbe possibilità di identificare un afelio e un perielio, perché tutti i punti dell’orbita sarebbero equidistanti dal Sole.

Come esempio numerico consideriamo l’orbita terrestre, che ha semiasse maggiore a = 1 UA ed eccentricità e = 0,0167. Ne risulta:

$$ \begin{aligned} r_{\text{afelio}} = 1 \times (1 + 0{,}0167) = 1{,}0167 \text{ UA} \approx 152{,}1 \times 10^6 \text{ km}\\r_{\text{perielio}} = 1 \times (1 - 0{,}0167) = 0{,}9833 \text{ UA} \approx 147{,}1 \times 10^6 \text{ km} \end{aligned} $$

È importante specificare che le distanze di afelio e perielio sono misurate tra il centro del Sole e il centro del corpo orbitante (in questo caso la Terra), come avviene convenzionalmente in meccanica celeste.

Curiosamente, la Terra passa al perielio tra il 2 e il 5 gennaio e all’afelio tra il 3 e il 7 luglio: la distanza del nostro pianeta dal Sole è minima quando nell’emisfero boreale è inverno e massima quando è estate. Ciò dimostra che le stagioni sono determinate principalmente dall’inclinazione dell’asse terrestre (che è di circa 23,5°), non dalla distanza dal Sole.

La tabella seguente mostra chiaramente come, a seconda delle caratteristiche geometriche di ciascuna orbita, lo scarto tra la distanza minima (perielio) e massima (afelio) dal Sole possa variare da poche centinaia di migliaia di chilometri, come nel caso di Venere, a miliardi di chilometri, come per la cometa di Halley.

CorpoPerielio (au)Perielio (milioni km)Afelio (au)Afelio (milioni km)Eccentricità
Mercurio0,307546,000,466769,820,2056
Venere0,7184107,480,7282108,940,0068
Terra0,9833147,101,0167152,100,0167
Marte1,3814206,651,6660249,230,0934
Giove4,9501740,525,4588816,620,0489
Saturno9,04121352,5510,12381514,500,0565
Urano18,28612735,5620,09653006,390,0472
Nettuno29,81084459,6330,32714536,870,0086
Plutone29,65804436,8249,30507375,930,2488
Cometa di Halley0,586087,8035,08205248,000,9671

  1. La variazione della velocità orbitale lungo l’ellisse deriva dal principio di conservazione del momento angolare. Per una trattazione quantitativa di questo fenomeno e per il calcolo della velocità in ogni punto dell’orbita, si veda la voce Equazione di vis-viva. ↩︎

Commenti

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